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	<title>Le Mie Visioni Cinematografiche</title>
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		<title>Una Notte da Leoni</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Apr 2010 03:02:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescobleve</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema Straniero]]></category>

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		<description><![CDATA[Regia: Todd Phillips Anno: 2009 Due giorni separano Doug dal suo matrimonio, due giorni da consumare a Las Vegas con gli amici di sempre Phil e Stu e col cognato prossimo Alan. Phil è un professore svagato con moglie e prole, Stu un dentista sottomesso alle angherie della fidanzata, Alan un ragazzaccio grassoccio e mai [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mycinemareport.wordpress.com&amp;blog=11794590&amp;post=66&amp;subd=mycinemareport&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" title="Una notte da leoni" src="http://dottorjeff.files.wordpress.com/2010/02/una-notte-da-leoni-poster-italia_mid.jpg?w=215&#038;h=307" alt="" width="215" height="307" /></p>
<p><strong>Regia</strong>: Todd Phillips</p>
<p><strong>Anno</strong>: 2009</p>
<p>Due giorni separano Doug dal suo matrimonio, due giorni da consumare a Las Vegas con gli amici di sempre Phil e Stu e col cognato prossimo Alan. Phil è un professore svagato con moglie e prole, Stu un dentista sottomesso alle angherie della fidanzata, Alan un ragazzaccio grassoccio e mai cresciuto. A bordo di una Mercedes da collezione partono alla volta della città per festeggiare a dovere l&#8217;addio al celibato di Doug. Drogati per errore, si sveglieranno l&#8217;indomani in tre dentro una suite disfatta, con un dente in meno, una tigre in bagno, una gallina in camera e senza il futuro sposo. Allarmati dal loro stato confusionale e dall&#8217;assenza di Doug decidono di ricostruire la notte trascorsa, scoprendo un poco alla volta di aver detto e fatto cose inenarrabili. A Los Angeles, intanto, la sposa aspetta irrequieta lo sposo.<br />
Governata da una logica mercantile e infantile, Las Vegas ha il suo punto di equilibrio nell&#8217;eccesso ed è l&#8217;unica città in grado di promettere un&#8217;esagerazione infinita. Irresistibilmente esagerata è pure la commedia di Todd Phillips, che ha scelto la città del nulla al neon in lotta col deserto del Nevada come teatro alla sua delirante avventura amicale. Il regista restituisce allo spettatore, in forma di risata, ciò che gli ha sottratto nella percezione dell&#8217;intreccio. La perfezione dei tempi comici sublima lo scacco intellettuale causato da una trama avvolta su se stessa, concentrando il piacere di seguire una storia attraverso una concatenazione di avvenimenti logicamente pedinabili e ricostruibili. Di fatto i protagonisti di <em>Una notte da leoni</em>, ebbri di gioco, alcol e (loro malgrado) stupefacenti, dovranno ripristinare il contatto con la realtà e ricostruire il tempo perduto per ritrovare lo sposo smarrito. Gli sceneggiatori Jon Lucas e Scott Moore costruiscono allora una tramatura di eventi intricata e complessa, infilando personaggi mai visti prima, senza prendersi la cura di introdurli e catapultando lo spettatore dentro un&#8217;avventura che è già cominciata prima dell&#8217;inizio del film. La sensazione è di essere arrivati nel bel mezzo di un racconto già avviato, nella ricomposizione della <em>notte brava</em> risiede allora l&#8217;interesse e l&#8217;attrattiva del film, che fa continuamente riferimento ad avvenimenti dei quali non si sa nulla ma che non mancheranno di essere chiariti. A risolvere mistero e “crisi” sono tre attori straordinari, Bradley Cooper, Ed Helms e Zach Galifianakis, che disquisiscono di amicizia senza tirare in ballo scelte esistenziali o travagli interiori. Non si tratta però, attenzione, di irriducibili votati all&#8217;autodistruzione. Pur alle prese con pulsioni, ribellioni, eccessi e complicità regressive verso il basso (una cosa da compagni di scuola o banda di monelli), i testimoni dello sposo possono solo scoprirsi bravi ragazzi, tornare a casa con occhi pesti e nasi rotti e finire vestiti al matrimonio del loro migliore amico con l&#8217;abito elegante dell&#8217;autocontrollo. Al deragliamento segue il (ri)assestamento borghese, al trasgredire il recupero della ragionevolezza. Sull&#8217;<em>happy ending</em>scorrono, insieme ai titoli di coda, le fotografie di una notte davvero stupefacente, che ci congeda in un clima di rinuncia, promettendoci però la verità intorno ai nostri tranquilli <em>good boy</em>.</p>
<p><strong>Valutazione</strong>: 3,25/5 (Molto Consigliato)</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://mycinemareport.wordpress.com/2010/04/25/una-notte-da-leoni/"><img src="http://img.youtube.com/vi/p89fy9bYcNI/2.jpg" alt="" /></a></span>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mycinemareport.wordpress.com/66/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mycinemareport.wordpress.com/66/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mycinemareport.wordpress.com/66/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mycinemareport.wordpress.com/66/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mycinemareport.wordpress.com/66/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mycinemareport.wordpress.com/66/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mycinemareport.wordpress.com/66/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mycinemareport.wordpress.com/66/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mycinemareport.wordpress.com/66/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mycinemareport.wordpress.com/66/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mycinemareport.wordpress.com/66/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mycinemareport.wordpress.com/66/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mycinemareport.wordpress.com/66/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mycinemareport.wordpress.com/66/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mycinemareport.wordpress.com&amp;blog=11794590&amp;post=66&amp;subd=mycinemareport&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;Ultimo Crodino</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Apr 2010 02:56:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescobleve</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema Italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[Regia: Umberto Spinazzola Anno: 2008 Bassa Val di Susa. Giampaolo Pesce, operaio in una fabbrica, è pieno di debiti, separato e con una figlia che ama e una moglie a cui deve passare gli alimenti. Pes, così lo chiamano in paese, ha però un amico, anche lui con il suo bravo soprannome: Crodino. Costui lo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mycinemareport.wordpress.com&amp;blog=11794590&amp;post=62&amp;subd=mycinemareport&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" title="L'Ultimo Crodino" src="http://www.revuegourmet.com/wp-content/images/aprile2009/ultimo_crodino.jpg" alt="" width="202" height="288" /></p>
<p><strong>Regia</strong>: Umberto Spinazzola</p>
<p><strong>Anno</strong>: 2008</p>
<p>Bassa Val di Susa. Giampaolo Pesce, operaio in una fabbrica, è pieno di debiti, separato e con una figlia che ama e una moglie a cui deve passare gli alimenti. Pes, così lo chiamano in paese, ha però un amico, anche lui con il suo bravo soprannome: Crodino. Costui lo convince a mettersi in società per realizzare un allevamento biologico. Purtroppo però l&#8217;impresa fallisce a causa di una moria di polli. Ora i due si trovano accomunati anche dal bisogno di denaro. A Crodino viene allora un&#8217;idea: perché non rubare la bara che contiene i resti mortali di Enrico Cuccia, grande manovratore della finanza italiana, e chiedere un riscatto? Dopo qualche incertezza Pes si decide: ci sta. Ma non tutto andrà per il verso giusto.<br />
Era il 17 marzo 2001 quando tutti i quotidiani riportarono la notizia del trafugamento della salma di Enrico Cuccia dal cimitero di Meina. In pochissimo tempo cominciarono ad intrecciarsi le ipotesi più fantasiose. Si arrivò addirittura a pensare alle sette sataniche o a misteriosi documenti chiusi nella bara. Nulla di tutto ciò. Si trattava di due ricattatori improvvisati incapaci di far del male a chicchessia (per questo scelsero un cadavere) e alla spasmodica ricerca di una svolta nella vita.<br />
Umberto Spinazzola ne rievoca le vicende con tratto lieve, ironico ma al contempo carico di pietà e non privo di annotazioni sociopolitiche. Si sente che regista e sceneggiatori (Pellegrini, Cenni, Mazzei) conoscono bene i luoghi che descrivono e le persone che li abitano e la vita di quei paesini in cui non accade mai nulla e in cui la televisione (sulla quale nel film però non si calca la mano) porta il desiderio di denaro facile che consenta ai desideri di trasformarsi in realtà.<br />
Pes e Crodino (interpretati dalla coppia Tognazzi/Iacchetti che d&#8217;ora in poi vorremmo rivedere sullo schermo per quanto sono affiatati, divertenti e, al contempo, profondamente umani) hanno una vita frustrante. Il primo deve soldi a mezzo mondo per cercare di conservare una dignità almeno per la figlia che può vedere solo periodicamente. Il secondo ha una bella moglie, è tormentato dalla gelosia e vorrebbe dimostrare a tutti le proprie capacità imprenditoriali. Il domino di errori che costruiscono nel loro tentativo di estorsione li fa protagonisti di un copione da commedia all&#8217;italiana. Invece è purtroppo tutto accaduto in un&#8217;area dell&#8217;avanzato Nord Italia in cui il benessere è spesso più apparente che reale.<br />
Non capita così spesso nel cinema italiano di potersi divertire riflettendo al contempo sulla realtà. Questa è un&#8217;occasione da non perdere</p>
<p><strong>Valutazione</strong>: 2,75/5 (Consigliato)</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://mycinemareport.wordpress.com/2010/04/25/lultimo-crodino/"><img src="http://img.youtube.com/vi/P0MPbKwX4PE/2.jpg" alt="" /></a></span>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mycinemareport.wordpress.com/62/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mycinemareport.wordpress.com/62/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mycinemareport.wordpress.com/62/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mycinemareport.wordpress.com/62/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mycinemareport.wordpress.com/62/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mycinemareport.wordpress.com/62/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mycinemareport.wordpress.com/62/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mycinemareport.wordpress.com/62/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mycinemareport.wordpress.com/62/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mycinemareport.wordpress.com/62/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mycinemareport.wordpress.com/62/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mycinemareport.wordpress.com/62/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mycinemareport.wordpress.com/62/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mycinemareport.wordpress.com/62/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mycinemareport.wordpress.com&amp;blog=11794590&amp;post=62&amp;subd=mycinemareport&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Fast Food Nation</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Apr 2010 02:43:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescobleve</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema Straniero]]></category>

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		<description><![CDATA[Regia: Richard Linklater Anno: 2006 Il direttore marketing della Mickey&#8217;s Food Restaurants (una catena di fast food) si trova a dover lasciare il suo comodo ufficio in California per raggiungere il luogo dove si trova l&#8217;industria che macella le bestie e produce gli hamburger che fanno la fortuna della sua impresa commerciale. C&#8217;è infatti il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mycinemareport.wordpress.com&amp;blog=11794590&amp;post=57&amp;subd=mycinemareport&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" title="Fast Food Nation" src="http://www.solocine.it/wp-content/uploads/2007/07/fast_food_nation_poster.jpg" alt="" width="202" height="288" /></p>
<p><strong>Regia</strong>: Richard Linklater</p>
<p><strong>Anno</strong>: 2006</p>
<p>Il direttore marketing della Mickey&#8217;s Food Restaurants (una catena di fast food) si trova a dover lasciare il suo comodo ufficio in California per raggiungere il luogo dove si trova l&#8217;industria che macella le bestie e produce gli hamburger che fanno la fortuna della sua impresa commerciale. C&#8217;è infatti il sospetto che la carne non sia igienicamente a norma. Nello stabilimento di macellazione lavorano numerosi immigrati messicani giunti negli States illegalmente. Il film segue le loro vicende e quelle del manager.<br />
Richard Linklater si è ispirato al libro-inchiesta omonimo scritto da Eric Schlosser. Invece di trasformarlo in un documentario ha deciso di trarne una fiction con numerosi attori importanti. Dopo &#8221;SuperSize Me&#8221; parte un altro attacco conto le catene di fast food. Se queste si giustificano dicendo che è grazie a loro che i meno abbienti possono nutrirsi di carne a un prezzo contenuto, Linklater non è dello stesso avviso. Decide di dirlo seguendo un doppio binario. Segue il percorso della carne animale mostrando l&#8217;immacolata asetticità degli spazi in cui la si macella ma anche la scelta di parti di scarto finalizzate alla produzione degli hamburger. Ma, e questo rafforza la denuncia, segue anche la strada che la &#8216;carne&#8217; umana (i lavoratori clandestini) si trova costretta a percorrere tra umiliazioni, rischi fisici e necessità per le donne di piegarsi ai voleri dei maschi che possono decidere del loro futuro. Un film molto duro quindi che però attenua la propria forza di denuncia a causa di un eccesso di sottostorie che ne rallentano il ritmo, finendo in certi casi per incanalarsi in vie senza uscita.</p>
<p><strong>Valutazione</strong>: 3,00/5 (Consigliato)</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Trailer in lingua Originale</span></p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://mycinemareport.wordpress.com/2010/04/25/fast-food-nation/"><img src="http://img.youtube.com/vi/Q5hA3PN0uic/2.jpg" alt="" /></a></span>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mycinemareport.wordpress.com/57/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mycinemareport.wordpress.com/57/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mycinemareport.wordpress.com/57/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mycinemareport.wordpress.com/57/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mycinemareport.wordpress.com/57/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mycinemareport.wordpress.com/57/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mycinemareport.wordpress.com/57/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mycinemareport.wordpress.com/57/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mycinemareport.wordpress.com/57/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mycinemareport.wordpress.com/57/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mycinemareport.wordpress.com/57/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mycinemareport.wordpress.com/57/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mycinemareport.wordpress.com/57/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mycinemareport.wordpress.com/57/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mycinemareport.wordpress.com&amp;blog=11794590&amp;post=57&amp;subd=mycinemareport&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">francescobleve</media:title>
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			<media:title type="html">Fast Food Nation</media:title>
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	</item>
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		<title>La Giusta Distanza</title>
		<link>http://mycinemareport.wordpress.com/2010/04/25/la-giusta-distanza/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Apr 2010 02:36:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescobleve</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema Italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[Regia: Carlo Mazzacurati Anno: 2007 Quando nel paesino di Concadalbero, alle foci del Po, arriva la nuova maestra elementare, la bella e cittadina Mara, la nebbia sembra diradarsi e gli occhi degli uomini tornano a guardare. È così per Giovanni, diciottenne al primo incarico di inviato per &#8220;Il Resto del Carlino&#8221; e per Hassan, meccanico [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mycinemareport.wordpress.com&amp;blog=11794590&amp;post=53&amp;subd=mycinemareport&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" title="La Giusta Distanza" src="http://www.ocf.berkeley.edu/~iisa/CIAC/2008/pics/distanza_loc.jpg" alt="" width="202" height="288" /></p>
<p><strong>Regia</strong>: Carlo Mazzacurati</p>
<p><strong>Anno</strong>: 2007</p>
<p>Quando nel paesino di Concadalbero, alle foci del Po, arriva la nuova maestra elementare, la bella e cittadina Mara, la nebbia sembra diradarsi e gli occhi degli uomini tornano a guardare. È così per Giovanni, diciottenne al primo incarico di inviato per &#8220;Il Resto del Carlino&#8221; e per Hassan, meccanico tunisino stimato e rispettato, in una parola &#8220;integrato&#8221;. Sotto lo sguardo curioso del più giovane, nasce la storia d&#8217;amore tra i due adulti, dapprima sotto il segno dell&#8217;inquietudine (Hassan spia la ragazza al buio della sera), poi della passione, infine della tragedia. Solo trasgredendo alla regola della &#8220;giusta distanza&#8221; raccomandatagli dal direttore del giornale, che lo vorrebbe né indifferente né troppo coinvolto, Giovanni riuscirà a riportare la giustizia nel paese (l&#8217;Italia) dei giudizi scontati.<br />
Allo stesso modo, solo abbandonando la giusta distanza che gli imponevano i soggetti degli ultimi film e tornando nei luoghi dove si era manifestata vent&#8217;anni fa l&#8217;urgenza del cinema, Mazzacurati si libera dei pesanti precedenti e spicca finalmente un nuovo volo. Dopo un remake &#8220;A cavallo della tigre&#8221; e un adattamento &#8220;L&#8217;amore ritrovato&#8221;, il regista di &#8221;Notte italiana&#8221;, scortato alla sceneggiatura dalle mani dolci ed esperte di Doriana Leondeff e del romanziere Claudio Piersanti, torna nel Polesine e trasforma questo quadrato di terra piatta in una tela sulla quale dimostra di sapere ancora dipingere un mondo autentico e personalissimo.<br />
Tra boschi di pioppi e battelli sul fiume, tra reminiscenze di Olmi e Fellini, l&#8217;obiettivo di Luca Bigazzi indaga un&#8217;umanità immobile e grottesca, accogliente all&#8217;apparenza ma in definitiva inospitale, che allontanerà fatalmente i tre protagonisti, chi verso la morte e chi verso una nuova vita. Questo il cuore del film, non la trama gialla, esile e amara, ma un mondo in cui il tabaccaio ha la moglie rumena e il Suv, in cui la barista è una cinese e l&#8217;autista del bus sta per sposare l&#8217;estetista. Un luogo ossessionante eppure familiare, nessun posto e ogni dove, trasfigurato in uno scenario gotico padano dalla musica originale dei Tin Hat.<br />
Il coraggio con cui Mazzacurati affida i ruoli principali a tre attori alla prima prova da protagonisti –Valentina Lodovini, Ahmed Hafiene e Giovanni Capovilla (quest&#8217;ultimo alla primissima esperienza)- viene ripagato dalla qualità della loro interpretazione e dal piacere di riconoscere il frutto di un lavoro importante, spesso trascurato ma connaturato al cinema stesso, ovvero la ricerca della giusta faccia. Tra i soliti noti, invece, spiccano Giuseppe Battiston e Fabrizio Bentivoglio in due ruoli-macchietta, sfortunatamente più veri del vero.</p>
<p><strong>Valutazione</strong>: 3,50/5 (Molto Consigliato)</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://mycinemareport.wordpress.com/2010/04/25/la-giusta-distanza/"><img src="http://img.youtube.com/vi/VAJbFjKjn4w/2.jpg" alt="" /></a></span>
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			<media:title type="html">La Giusta Distanza</media:title>
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	</item>
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		<title>I Diari della Motocicletta</title>
		<link>http://mycinemareport.wordpress.com/2010/04/25/48/</link>
		<comments>http://mycinemareport.wordpress.com/2010/04/25/48/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Apr 2010 02:27:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescobleve</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema Straniero]]></category>

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		<description><![CDATA[Regia: Walter Salles Anno: 2004 1952. Due giovani studenti universitari, Alberto Granado ed Ernesto Guevara partono per un viaggio in moto che li deve portare ad attraversare diversi paesi del continente latinoamericano. Quella che doveva essere un&#8217;avventura giovanile si trasforma progressivamente nella presa di coscienza della condizione di indigenza in cui versa gran parte della [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mycinemareport.wordpress.com&amp;blog=11794590&amp;post=48&amp;subd=mycinemareport&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" title="I Diari della Motocicletta" src="http://www.ars-creativa.it/i_diaridellamoto.jpg" alt="" width="208" height="294" /></p>
<p><strong>Regia</strong>: Walter Salles</p>
<p><strong>Anno</strong>: 2004</p>
<p>1952. Due giovani studenti universitari, Alberto Granado ed Ernesto Guevara partono per un viaggio in moto che li deve portare ad attraversare diversi paesi del continente latinoamericano. Quella che doveva essere un&#8217;avventura giovanile si trasforma progressivamente nella presa di coscienza della condizione di indigenza in cui versa gran parte della popolazione. Quel viaggio cambiera&#8217; nel profondo i due uomini. Uno di loro diventera&#8217; il mitico &#8220;Che&#8221; mentre l&#8217;altro, ancora vivente, e&#8217; medico a Cuba. Uno degli applausi piu&#8217; lunghi alla proiezione stampa di Cannes 2004. Perche&#8217; tutti i giornalisti presenti sono &#8216;comunisti&#8217;? Sicuramente no. Perche&#8217; credono che Castro sia solo un benefattore dell&#8217;umanita&#8217;? Ancora una volta la risposta e&#8217; no. Allora perche&#8217;? Perche&#8217; di fronte a un cinema o sempre piu&#8217; plastificato o sempre piu&#8217; povero di idee, un film che propone la gioventu&#8217; come &#8216;luogo&#8217; in cui scoprire dei valori personali e decidere di impegnarsi per degli ideali, risponde a un bisogno profondo. Due studenti che non si fanno di droga, che non rubano, che non scopano ogni ragazza che incontrano ma che si mettono in viaggio come spericolati turisti e si trovano alla fine &#8216;uomini&#8217; perche&#8217;cambiati dentro fanno pensare che l&#8217;utopia (pur con tutte le sue possibili distorsioni nel momento in cui entra in gioco il potere) non puo&#8217; morire. Una bella lezione &#8216;morale&#8217; senza moralismi ne&#8217; agiografie.</p>
<p><strong>Valutazione</strong>: 3,25/5 (Molto Consigliato)</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://mycinemareport.wordpress.com/2010/04/25/48/"><img src="http://img.youtube.com/vi/EliB5OtC7Pg/2.jpg" alt="" /></a></span>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mycinemareport.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mycinemareport.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mycinemareport.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mycinemareport.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mycinemareport.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mycinemareport.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mycinemareport.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mycinemareport.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mycinemareport.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mycinemareport.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mycinemareport.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mycinemareport.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mycinemareport.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mycinemareport.wordpress.com/48/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mycinemareport.wordpress.com&amp;blog=11794590&amp;post=48&amp;subd=mycinemareport&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">I Diari della Motocicletta</media:title>
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		<title>Up</title>
		<link>http://mycinemareport.wordpress.com/2010/02/10/up/</link>
		<comments>http://mycinemareport.wordpress.com/2010/02/10/up/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 13:02:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescobleve</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema Straniero]]></category>
		<category><![CDATA[disney]]></category>
		<category><![CDATA[docter]]></category>
		<category><![CDATA[pete]]></category>
		<category><![CDATA[pixar]]></category>
		<category><![CDATA[up]]></category>

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		<description><![CDATA[Regia: Pete Docter Anno: 2009 In una sala cinematografica si proietta un cinegiornale su un esploratore, Charles Muntz, che è tornato dall&#8217;America del Sud con lo scheletro di un uccello che la scienza ufficiale qualifica come falso. Muntz riparte per dimostrare la sua onestà. Un bambino occhialuto, Carl, è in sala. Muntz è il suo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mycinemareport.wordpress.com&amp;blog=11794590&amp;post=44&amp;subd=mycinemareport&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://jcreviews.files.wordpress.com/2009/06/up325.jpg?w=195&#038;h=290" alt="" width="195" height="290" /></p>
<p><strong>Regia: </strong>Pete Docter</p>
<p><strong>Anno: </strong>2009</p>
<p>In una sala cinematografica si proietta un cinegiornale su un esploratore, Charles Muntz, che è tornato dall&#8217;America del Sud con lo scheletro di un uccello che la scienza ufficiale qualifica come falso. Muntz riparte per dimostrare la sua onestà. Un bambino occhialuto, Carl, è in sala. Muntz è il suo eroe. Incontrerà una bambina, Ellie, che ha la sua stessa passione. I due cresceranno insieme e si sposeranno. Un giorno però Carl si ritrova vedovo con la sua villetta circondata da un cantiere e con il sogno che i contrattempi della vita non hanno mai permesso a lui ed Ellie di realizzare: una casa in prossimità delle cascate citate da Muntz come luogo della sua scoperta. Un giorno un Giovane Esploratore bussa alla sua porta. Sarà con lui che Carl, senza volerlo, comincerà a realizzare il sogno.<br />
Un film di animazione (targato Disney) ha aperto per la prima volta il Festival di Cannes. Si è trattato di un segnale molto preciso se si considera che la Major americana era assente da 5 anni dalla Croisette (l&#8217;ultima volta aveva presentato <em><strong>LadyKillers</strong></em>) e proponeva un film in 3D. La tridimensionalità viene utilizzata in questo film senza le esagerazioni effettistiche che, come sempre,, accompagnano le fasi nodali della storia della settima arte a partire dall&#8217;invenzione del sonoro.<br />
Il rischio che la sceneggiatura si mettesse al servizio della tecnologia c&#8217;era ma è stato brillantemente evitato. Semmai sussiste la possibilità che<em>Up</em> piaccia più agli adulti che ai bambini i quali dovranno attendere l&#8217;arrivo del solerte e tondeggiante Giovane Esploratore per avviare il necessario processo di identificazione nell&#8217;avventura. Fino ad allora ci viene narrata la tenera e delicata storia di un venditore di palloncini con la passione per l&#8217;avventura condivisa da un&#8217;amica e poi compagna per la vita.<br />
La sequenza in cui si narra il percorso di Carl ed Ellie partendo dall&#8217;infanzia sino ad arrivare alla morte di lei è di quelle che si fanno ricordare per la divertita sensibilità con cui è costruita. Le citazioni cinematografiche non mancano (a partire dalla somiglianza del protagonista anziano con <strong>S</strong><strong>pencer Tracy</strong> per finire con il vecchio Muntz che ricorda <strong>Vincent Price</strong> passando per echi spielberghhiani) ma non hanno la pesante insistenza che si può rinvenire in altri film di animazione. Perché questo è un film leggero. Leggero su temi ponderosi come quello dell&#8217;invecchiare da soli, dei sogni non realizzati, della memoria viva di chi ci ha lasciati, del rapporto giovani/anziani. Un film leggero come quei palloni che portano magrittianamente nei cieli un&#8217;intera casa liberandola da un mondo incapace di comprendere i sogni.</p>
<p><strong>Valutazione: </strong>4,00/5 (Consigliatissimo)</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://mycinemareport.wordpress.com/2010/02/10/up/"><img src="http://img.youtube.com/vi/wt8-2pSuRHE/2.jpg" alt="" /></a></span>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mycinemareport.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mycinemareport.wordpress.com/44/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mycinemareport.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mycinemareport.wordpress.com/44/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mycinemareport.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mycinemareport.wordpress.com/44/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mycinemareport.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mycinemareport.wordpress.com/44/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mycinemareport.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mycinemareport.wordpress.com/44/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mycinemareport.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mycinemareport.wordpress.com/44/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mycinemareport.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mycinemareport.wordpress.com/44/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mycinemareport.wordpress.com&amp;blog=11794590&amp;post=44&amp;subd=mycinemareport&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Generazione 1000 Euro</title>
		<link>http://mycinemareport.wordpress.com/2010/02/10/generazione-1000-euro/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 12:50:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescobleve</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[1000]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[euro]]></category>
		<category><![CDATA[generazione]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[massimo]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://comequelfilm.files.wordpress.com/2009/10/generazione-1000-euro-poster-italia.jpg?w=204&#038;h=292" alt="" width="204" height="292" /></p>
<p><strong>Regia: </strong>Massimo Venier</p>
<p><strong>Anno: </strong>2008</p>
<p>Milano un gruppo di giovani neolaureati galleggia nell&#8217;orbita dell&#8217;instabilità esistenziale. Matteo, che si definisce un luogo comune, è un genio della matematica; nelle vesti di &#8220;cultore della materia&#8221; tiene lezioni sull&#8217;insostenibilità di Gödel, ma per tirare a campare lavora nel reparto marketing di un&#8217;azienda in odore di taglio del personale. L&#8217;amico e coinquilino Francesco mette in pratica la sua passione per la settima arte facendo il proiezionista in un cinema d&#8217;essay e osserva la vita come se fosse un film, dando un voto alle cose. Lasciato dalla fidanzata tirocinante in attesa di asportare il suo primo pancreas, e perse le sicurezze economiche di un terzo inquilino che li ha appena abbandonati con un debito, Matteo si trova diviso tra la passione e la ragione &#8211; e tra due donne che entrano con impeto nella sua vita &#8211; nell&#8217;eterna sospensione d&#8217;animo.<br />
Se nel 2001, con<strong> </strong><em><strong>Santa Maradona</strong></em>, Marco Ponti metteva in scena il precariato in quel di Torino e sette anni dopo <strong>Paolo Virzì </strong>ribatteva da Roma con il grottesco <em><strong>Tutta la vita davanti</strong></em>, Massimo Venier trova a Milano &#8211; e nel libro omonimo di Antonio Incorvaia e Alessandro Rimassa &#8211; l&#8217;ambientazione ideale per far luce su un tema che affligge la<em>generazione mille euro</em>.<br />
Armato della sua solita delicatezza e di uno sguardo partecipe e insieme leggero, il regista di <em>Chiedimi se sono felice</em>s&#8217;incarica di raccogliere le esperienze comuni dei precari d&#8217;oggi convogliandole in una commedia pura, priva di quelle tinte nere che avevano contraddistinto gli impiegati senza contratto di Virzì.<br />
La trama articolata e godibile su più fronti offre agli interpreti lo spazio per caratterizzare i loro personaggi e renderli verosimili all&#8217;interno di una fiction che traduce la realtà alterandola in favore dell&#8217;impianto narrativo. Nell&#8217;utilizzare la matematica e i personaggi secondari come valore aggiunto, Venier trova una formula fatta di piccoli dettagli, di battute e puntuali osservazioni capaci di divertire e allo stesso tempo descrivere l&#8217;attuale panorama italiano avvolto dall&#8217;incertezza del futuro professionale e sentimentale dei giovani.<br />
Dimostrandosi ancora una volta capace di dirigere una variopinta rosa di attori (dall&#8217;ineccepibile Alessandro Tiberi al commovente professore di Paolo Villaggio), il regista regala a ognuno un momento da incorniciare e la realizzazione di un sogno a Matteo, che si sveglia, infine, con tutta la vita davanti.</p>
<p><strong>Valutazione:</strong> 3,25/5 (Molto Consigliato)</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://mycinemareport.wordpress.com/2010/02/10/generazione-1000-euro/"><img src="http://img.youtube.com/vi/mvrOmJW4Xg4/2.jpg" alt="" /></a></span>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mycinemareport.wordpress.com/39/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mycinemareport.wordpress.com/39/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mycinemareport.wordpress.com/39/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mycinemareport.wordpress.com/39/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mycinemareport.wordpress.com/39/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mycinemareport.wordpress.com/39/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mycinemareport.wordpress.com/39/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mycinemareport.wordpress.com/39/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mycinemareport.wordpress.com/39/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mycinemareport.wordpress.com/39/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mycinemareport.wordpress.com/39/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mycinemareport.wordpress.com/39/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mycinemareport.wordpress.com/39/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mycinemareport.wordpress.com/39/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mycinemareport.wordpress.com&amp;blog=11794590&amp;post=39&amp;subd=mycinemareport&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La dura Verità</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 12:31:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescobleve</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Regia: Robert Luketic Anno: 2009 Abby Richter è produttrice di successo di un talk show mattutino, ma è molto meno fortunata nel privato, nei rapporti di coppia. Quando il suo programma subisce un calo degli ascolti, è costretta a dare spazio a un nuovo opinionista, lo spudorato e (apparentemente) cinico Mike Chadway, che promette di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mycinemareport.wordpress.com&amp;blog=11794590&amp;post=28&amp;subd=mycinemareport&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<p><strong>Regia</strong>: Robert Luketic</p>
<p><strong>Anno</strong>: 2009</p>
<p>Abby Richter è produttrice di successo di un talk show mattutino, ma è molto meno fortunata nel privato, nei rapporti di coppia. Quando il suo programma subisce un calo degli ascolti, è costretta a dare spazio a un nuovo opinionista, lo spudorato e (apparentemente) cinico Mike Chadway, che promette di rivelare senza mezzi termini cosa pensano veramente gli uomini delle donne e come agire, da entrambi i lati, di conseguenza. Gli ascolti del network si impennano e la stessa Abby decide suo malgrado di seguire i consigli del brutale esperto per sedurre il vicino di casa, Colin.<br />
<em>La dura verità</em> si presenta come una variazione sul tema &#8220;battaglia fra i sessi&#8221; &#8211; che della commedia è una costola importante, un vero e proprio organo interno &#8211; e schiera da un lato la donna, insicura, restia a valorizzarsi, dall&#8217;altro l&#8217;uomo, che sembra sapere tutto di se stesso ma solo perché c&#8217;è ben poco da sapere. Se, posta la premessa, la sensazione è che sia spiacevolmente generica e piuttosto insufficiente, il film non si arrabatta troppo per smentirla.<br />
Non che non strappi qualche risata, non che manchi l&#8217;alchimia minima necessaria tra Katherine Heigl e Gerard Butler -anche se di &#8220;sexyness&#8221; non c&#8217;è traccia, come non c&#8217;è traccia di un &#8220;linguaggio dell&#8217;amore&#8221;, per esempio- ma la commedia intelligente non abita qui (scrivitele fermo posta). È un problema di mestiere. Stupisce che un copione come questo esca dalle mani di tre sceneggiatrici: è la dura verità, poiché un &#8220;Colin&#8221; come questo è un errore bello e buono, un dissuasore del meccanismo romantico della sospensione dell&#8217;incredulità. Chi preferirebbe il vanitoso e belloccio dottor Colin al fascinoso e divertente Mike, in un film e non (necessariamente) nella vita vera? Persino il recente e deludente <strong><em>Un amore di testimone</em></strong> era stato più onesto, in questo senso.<br />
E ancora: perché dovremmo assumere sulla fiducia che la protagonista è una maniaca del controllo, senza che ci venga mai (di)mostrato in alcun modo? La dura verità è che Sally ha incontrato Harry per niente, se la sua lezione è andata persa, dimenticata, ignorata.<br />
Infine. Esiste per caso una dura verità che imponga che, in un film di questo genere, sia la sola sceneggiatura a dover fare tutto il lavoro, e il resto possa venire relegato in secondo piano? No. Eppure ogni inquadratura, ogni arredo, ogni oggetto della pellicola di Luketic pare uscito dal piccolo, piatto e brutto schermo del talk show prodotto dalla protagonista. Non supplire alle mancanze delle premesse è scortese, perseverare è diabolico.</p>
<p><strong>Valutazione: </strong>2,75/5 (Consigliato)</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://mycinemareport.wordpress.com/2010/02/10/la-dura-verita/"><img src="http://img.youtube.com/vi/5dk4s83mtcM/2.jpg" alt="" /></a></span>
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		<title>Bastardi Senza Gloria</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 12:22:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescobleve</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema Straniero]]></category>
		<category><![CDATA[2009]]></category>
		<category><![CDATA[bastardi]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[gloria]]></category>
		<category><![CDATA[quentin]]></category>
		<category><![CDATA[senza]]></category>
		<category><![CDATA[tarantino]]></category>

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		<description><![CDATA[Regia: Quentin Tarantino Anno: 2009 Primo anno dell&#8217;occupazione tedesca in Francia. Il Colonnello delle SS Hans Landa, dopo un lungo e mellifluo interrogatorio, decima l&#8217;ultima famiglia ebrea sopravvissuta in una località di campagna. La giovane Shosanna riesce però a fuggire. Diventerà proprietaria di una sala cinematografica in cui confluirà un doppio tentativo di eliminare tutte [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mycinemareport.wordpress.com&amp;blog=11794590&amp;post=25&amp;subd=mycinemareport&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.alcinema.info/wp-content/uploads/bastardi_senza_gloria.jpg" alt="" width="215" height="307" /></p>
<p><strong>Regia</strong>: Quentin Tarantino</p>
<p><strong>Anno</strong>: 2009</p>
<p>Primo anno dell&#8217;occupazione tedesca in Francia. Il Colonnello delle SS Hans Landa, dopo un lungo e mellifluo interrogatorio, decima l&#8217;ultima famiglia ebrea sopravvissuta in una località di campagna. La giovane Shosanna riesce però a fuggire. Diventerà proprietaria di una sala cinematografica in cui confluirà un doppio tentativo di eliminare tutte le alte sfere del nazismo, Hitler compreso. Infatti, al piano messo in atto artigianalmente dalla ragazza se ne somma uno più complesso. Ad organizzarlo è un gruppo di ebrei americani guidati dal tenente Aldo Raine i quali non si fermano dinanzi a niente pur di far pagare ai nazisti le loro colpe.<br />
Quentin Tarantino colpisce ancora. La sua passione per il cinema di genere, unita al piacere di raccontare storie, lo porta a riscrivere la Storia ufficiale con un attentato a Hitler collocato nell&#8217;unico luogo in cui il regista americano può pensare si possa attuare una giustizia degna di questo nome: una sala cinematografica. È solo al cinema che i cattivi muiono quando devono e gli eroi si sacrificano o trionfano.<br />
È cinema puro quello che Tarantino porta sullo schermo, come biglietto da visita di <em>Bastardi senza gloria</em> nella prima mezzora. I tempi, i dialoghi, la tensione, l&#8217;ironia giocata sul versante delle lingue differenti (elemento che sarà il fil rouge di tutto il film) ne fanno un piccolo/grande gioiello i cui riferimenti vanno ampiamente al di là dei referenti classici dichiarati quali <strong>Sergio Leone</strong> e lo spaghetti western.<br />
Il film nel suo complesso non manca di qualche momento statico che fa sentire il peso della sua lunga durata. Grazie però alla straordinaria prestazione di tutto il cast ma in particolare a quella di Christoph Waltz (attore austriaco semisconosciuto da noi a riprova che, al di là dei proclami sulla circolazione delle idee, conosciamo pochissimo del cinema europeo) e grande rivelazione di questo film, Tarantino conduce le danze rendendo omaggio a <strong>Enzo Castellari </strong>senza per questo avere la minima intenzione di realizzare un remake.<br />
Semmai resta, nello spettatore che ha amato il cinema di <strong>Ernst Lubitsch</strong>, il piacere di un soggetto che, in alcune sue parti, non può non far pensare a <em><strong>To Be Or Not To Be</strong></em> (tradotto in italiano in <em>Vogliamo Vivere</em> ripreso poi da Mel Brooks). Là era il teatro a dominare, qui c&#8217;è un&#8217;attrice cinematografica a fare il doppio gioco e dei guerriglieri macho che si spacciano per poco credibili italiani in una sala cinematografica. Tarantino è forse l&#8217;unico regista contemporaneo capace di metabolizzare un universo cinematografico di cui si nutre costantemente (chi scrive lo ha visto applaudire calorosamente, confuso tra il pubblico della proiezione stampa, alla prima cannesiana di <em><strong>Looking for Erik</strong></em> di <strong>Ken Loach</strong> che fa un cinema distante anni luce dal suo). Lo metabolizza restituendocelo nuovo e assolutamente personale (si veda, tra i tanti e a titolo di esempio, il riferimento a <strong>Duello a Sol</strong><strong>e</strong>). Perchè Tarantino ama il Cinema tout court (e non solamente, come tanti altri registi, il proprio cinema) ed è felice quando riesce a trasmettere questa sua passione. Anche in questa occasione la missione è compiuta.</p>
<p><strong>Valutazione</strong>:  3,50/5 (Molto Consigliato)</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://mycinemareport.wordpress.com/2010/02/10/bastardi-senza-gloria/"><img src="http://img.youtube.com/vi/bkFVk4zkxu0/2.jpg" alt="" /></a></span>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mycinemareport.wordpress.com/25/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mycinemareport.wordpress.com/25/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mycinemareport.wordpress.com/25/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mycinemareport.wordpress.com/25/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mycinemareport.wordpress.com/25/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mycinemareport.wordpress.com/25/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mycinemareport.wordpress.com/25/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mycinemareport.wordpress.com/25/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mycinemareport.wordpress.com/25/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mycinemareport.wordpress.com/25/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mycinemareport.wordpress.com/25/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mycinemareport.wordpress.com/25/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mycinemareport.wordpress.com/25/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mycinemareport.wordpress.com/25/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mycinemareport.wordpress.com&amp;blog=11794590&amp;post=25&amp;subd=mycinemareport&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Whatever Works &#8211; Basta che funzioni</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 01:55:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescobleve</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema Straniero]]></category>

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		<description><![CDATA[Regia: Woody Allen Anno: 2009 Boris Yelnikoff, un tempo fisico di fama mondiale ed ora uomo anziano che ha già fallito un tentato suicidio (in seguito al quale la moglie lo ha lasciato), è in lotta con il mondo. Non c&#8217;è nulla che consideri positivo e anche le lezioni di scacchi che impartisce a giovani [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mycinemareport.wordpress.com&amp;blog=11794590&amp;post=21&amp;subd=mycinemareport&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://teatrinoranabottola.files.wordpress.com/2009/09/locandina_basta_che_funzioni.jpg?w=199&#038;h=292" alt="" width="199" height="292" /></p>
<p><strong>Regia</strong>: Woody Allen</p>
<p><strong>Anno</strong>: 2009</p>
<p>Boris Yelnikoff, un tempo fisico di fama mondiale ed ora uomo anziano che ha già fallito un tentato suicidio (in seguito al quale la moglie lo ha lasciato), è in lotta con il mondo. Non c&#8217;è nulla che consideri positivo e anche le lezioni di scacchi che impartisce a giovani allievi divengono un&#8217;occasione di scontro. Finché, un giorno, non incappa in Melody, una giovane miss di provincia che è fuggita nella Grande Mela e dorme in strada. Il burbero Boris cede alle sue richieste e acconsente ad ospitarla per una notte che si trasformerà in mesi sino a divenire un matrimonio. Ma non tutto potrà proseguire pacificamente perché Marietta, la frustrata madre di Melody, riesce a rintracciare la figlia. E non è per nulla contenta di quelle nozze.<br />
Woody è tornato a Manhattan sospendendo il pur produttivo esilio europeo. Lo ha fatto ripescando una sceneggiatura pensata su misura per Zero Mostel e che quindi ha più di trenta anni, considerando che l&#8217;attore è morto nel 1977. Ovviamente è stata riveduta e corretta e non solo per adattarla alla personalità del comico Larry David protagonista della fortunata serie tv Larry David:Curb Your Enthusiasm. Perché vi si legge un Woody sempre più consapevole della propria età il quale (riaffrontando dopo ben 4 film le riflessioni sull&#8217;ebraismo, la psicoanalisi e la religione nonché i beneamati cantanti d&#8217;epoca) compie un ulteriore passo in avanti per quanto riguarda il proprio sguardo sul mondo. Anzi, è proprio dallo sguardo che gli viene restituito dallo spettatore, di cui Boris/Woody si dichiara perfettamente consapevole, che prende le mosse il film.</p>
<p>Mettendo da parte la falsa modestia che ha sempre fatto da velo tra lui e il suo essere un intellettuale a tutto campo, Allen ammette di essere un genio perché non ha una visione limitata della realtà. Lo fa in un film in cui la sceneggiatura è di una precisione millimetrica e nel quale, ancora una volta, le battute che vorresti mandare a memoria sono decine e decine. Ma sa anche inserire nei personaggi (ognuno dei quali porta con sé una parte, magari piccola, delle sue in/certezze) accenti di umanità su cui esercita una riflessione molto meno sarcastica che nel passato.<br />
Intendiamoci: Woody non è diventato buonista e le dosi di cinismo che ci regala anche in questa occasione non sono certo poche. Però questa volta ogni personaggio è visto, anche quando descritto con ritrattini al vetriolo, nella sua debolezza e pertanto, in definitiva, compreso. Il che non significa giustificarne grettezze o chiusure ma prendere atto che né la teoria che vuole l&#8217;uomo originariamente buono e poi corrotto dalla società né il suo opposto sono valide in assoluto. L&#8217;uomo è un coacervo di pulsioni e sentimenti ma il Woody over 70, supera l&#8217;anedonia (cioè l&#8217;incapacità di provare piacere in generale) di un tempo per suggerirci, novello Lorenzo De&#8217; Medici, che non è solo la giovinezza che si fugge tuttavia, è la vita stessa. È allora fondamentale catturare tutto il bene che può venircene. Unico principio da rispettare: non nuocere agli altri. Unica regola valida: guardarsi dentro per capire cosa per noi è davvero importante. Senza falsi moralismi e, in qualche caso, credendo anche in un dio gay (e arredatore) per sperare in un aldilà su misura.</p>
<p><strong>Valutazione</strong>: 3,50/5 (Molto Consigliato)</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://mycinemareport.wordpress.com/2010/02/04/whatever-works-basta-che-funzioni/"><img src="http://img.youtube.com/vi/YsF5DR_PCRs/2.jpg" alt="" /></a></span>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mycinemareport.wordpress.com/21/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mycinemareport.wordpress.com/21/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mycinemareport.wordpress.com/21/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mycinemareport.wordpress.com/21/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mycinemareport.wordpress.com/21/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mycinemareport.wordpress.com/21/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mycinemareport.wordpress.com/21/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mycinemareport.wordpress.com/21/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mycinemareport.wordpress.com/21/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mycinemareport.wordpress.com/21/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mycinemareport.wordpress.com/21/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mycinemareport.wordpress.com/21/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mycinemareport.wordpress.com/21/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mycinemareport.wordpress.com/21/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mycinemareport.wordpress.com&amp;blog=11794590&amp;post=21&amp;subd=mycinemareport&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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